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Read Ebook: L'isola dei baci: Romanzo erotico-sociale by Corra Bruno Marinetti F T

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Ebook has 397 lines and 16451 words, and 8 pages

Pensammo che la Contessa De Ritten fosse di una nazionalit? nemica e che da questo derivasse il dissidio evidente che agitava la coppia.

Farle la corte --, ci sembr? l'unico modo per capire e orizzontarci. L'amico Ricard diventava sempre pi? evasivo nelle sue risposte alle nostre interrogazioni. Avevamo forse svegliato i sospetti della comitiva.

Lo indovinammo, a una tavola, sulla terrazza alberata: tipo meridionale, occhi neri vivacissimi, baffetti neri. Egli sembr? non vederci e noi, obbedendo a un istintivo piano tattico, senza guardarlo ci sedemmo a un tavolo lontanissimo dal suo.

Nel caldo e morbido crepuscolo lilla che soffocava di dolcezza e spegneva i profili scabri dell'isola, i volumi verdi della vegetazione e le chiazze bianche delle ville, agonizzava il vociare dei barcaioli della Marina Grande.

A quando a quando, tintinnio di bicchieri e brontolio di Markoff gi? ubbriaco di champagne. Castretta, del quale sbirciavamo le spalle, era, come noi, preoccupato dalla misteriosa comitiva.

Sentivamo, con profonda gioia artistica, di esser stati condotti dal caso proprio nel centro di uno di quei viluppi di realt? illogiche, di apparenze assurde e contradittorie, ma condotte con assoluta naturalezza, in una di quelle zone sature di eccezionalit?, il cui studio appassiona e eccita in modo particolare i nostri intuiti futuristi, sempre affamati di novit?.

Tutti quei viaggiatori sembravano spostati in quel luogo e in quel momento. Nondimeno, a misura che la notte di Capri scendeva a inzuppare col suo triple extrait di chiaro lunare le eleganti forme delle rupi sdraiate sul mare, sentivamo che la loro presenza era veramente naturale e giustificata da ragioni indiscutibili.

Marinetti d'altra parte sentiva brutalmente discordante il tinnire dei suoi speroni da bombardiere. Le bambagie e il liquore perlaceo dell'atmosfera vile per troppo languore si sforzavano di spegnere sulla sua uniforme grigioverde la fiamma dorata della bombarda e il taglio argenteo della ferita.

Il musicista Cohn ebbe qualche colpo di tosse. Mi ricordai che Ricard lo aveva detto tisico spedito. Tutti si alzarono parlando dell'umidit? pericolosa delle notti di Capri. Vi furono dei brevi saluti.

E noi rimanemmo silenziosi davanti all'enorme Mistero illimitato, seducentissimo, insidioso, penetrante e sfuggente che aveva la forma stessa del golfo notturno.

A LONDRA, A PARIGI, A ZURIGO, A TRIPOLI, ALLE CALCAGNA DI UN COMPLOTTO

La luce elettrica essendo soppressa a mezzanotte, tra due candele e i violini insistenti delle zanzare, ascoltammo queste strane e impressionanti confidenze.

-- Voi sapete senza dubbio chi sono. Vi prego di aiutarmi a conservare il mio incognito per qualche giorno ancora. Ho ricevuto da una altissima autorit? l'incarico di scoprire chi sono in realt? i viaggiatori stranissimi giunti ieri con voi, i loro progetti e lo scopo del loro viaggio,,.

Poi con tono iroso ed eccitato, aggiunse:

-- Sono cinque anni che li seguo con inaudita tenacia e abilit? e debbo, ve lo dico con dolore, confessarmi vinto! Non so ancora oggi chi sono in realt? quelle canaglie!

-- Sapete dunque che sono delle canaglie. ? gi? qualchecosa.

Quattro anni fa incontrai il musicista Cohn, l'ebreo tisico, in una violentissima dimostrazione di suffragette a Trafalgar Square. Gli parlai, conquistai la sua simpatia difendendo a pugni con lui tre ragazze malmenate dagli studenti antisuffragisti. Fummo tutti caricati brutalmente dai monumentali policemen a cavallo e ruzzolammo tutti, per non essere calpestati, gi? nel sottosuolo di una bottega, in un guazzabuglio urlante di gambe femminili, di chignons scomposti e di cappelli femminili accartocciati. Due ore dopo fingevo di dormire in un camerone della Casa delle suffragette assediata dalla polizia, quando Cohn, sdraiato vicino a me, chiam? a bassa voce Miss Dolly, la celebre propagandista e le consegn? uno ch?que di 100.000 lire. Capite? Voi, forse. Io no.

Allora mi parve di intravedere in Cohn e nei suoi amici Truffard e De Ritten degli anarchici milionari, preparatori di un largo movimento contro l'attuale ordinamento sociale. Tanto pi? che qualche sera dopo io incontrai i loro amici Werkopfen e Pietrachiara, pure ricchissimi, in automobile in compagnia di Tzereti, il famoso dinamitardo evaso dalle carceri siberiane.

D'altra parte sono quasi tutti dei raffinatissimi cultori d'arte. Werkopfen, antiquario e numismatico, possiede un museo di un valore incalcolabile in casa sua a Zurigo. Sono quasi tutti fanaticamente appassionati di musica classica. Il giovane Pietrachiara, che ha ereditato parecchi milioni da suo padre, viaggia con l'unico scopo apparente di sentire dei concerti di buona musica.

So inoltre che sono azionisti di una grande societ? per gli scavi ad Atene. Markoff ha fondato a Mosca un ricovero per i pittori poveri. Credetemi. Nulla ? pi? tragico della mia situazione. Posso dire di conoscerli a fondo: ma ? come se non li conoscessi affatto.

Se sono anarchici non sono cultori di arte. Se sono anarchici o cultori d'arte ? difficile che siano agenti jugoslavi. Poich? dovete sapere che due anni fa li ho trovati tutti in una tumultuosa assemblea politica di serbi, czechi, montenegrini, greci, sloveni e croati. Una cameraccia puzzolente ed affumicata del Faubourg Saint Antoine a Parigi.

Il Conte Ladolce vi pronunci? un discorso antitaliano. Lo stesso Ladolce, ha fondato a Roma una scuola di danze greche.

E che ne dite di quel vagabondo sospetto che chiamano Giacomo Satutto? Passeggiava ieri l'altro per le vie di Napoli portando una gran croce sulle spalle, in mezzo a un nugolo di scugnizzi. Lo feci arrestare. Lo interrogai. Niente. Sempre niente.

Avete osservato il turco? L'avvocato Djamil bey? Ebbene all'inizio della mia missione, egli mi sembr? il personaggio pi? importante e pi? significativo. Ufficiale dell'esercito turco, comandava un battaglione contro di noi al combattimento di Sidi Messri. ? l? anzi che io ebbi il piacere di conoscervi per la prima volta -- disse rivolgendosi a Marinetti -- Voi mi avete dimenticato, ma io non dimentico nessuno.

Ero travestito da corrispondente di guerra e entrai con voi nella villa di quel signore, Djamil bey. Mentre voi cogli ufficiali italiani sgombravate il pianterreno dai feriti arabi, mi ricordo perfettamente, il 26 ottobre alle dieci del mattino, nella tempesta spaccante e fracassante della fucileria, sudato, assordato, io salivo al primo piano, torrido come un forno, e vuotavo i cassetti di tutte le carte.

Pi? di duecento lettere di De Ritten, Werkopfen e degli altri suoi amici, che ho su con me nel mio baule.

Mi sembr? anche allora di essere sull'orlo della grande scoperta. Niente.

In quanto alla signora De Ritten credo che subisca ogni giorno delle stupide scene di gelosia da suo marito. Mi dicono che egli sia innamoratissimo di lei. Ma che strano tipo! Se ? geloso perch? la trascina sempre in mezzo a tanti uomini?

Ho fatto di pi?. Ho fatto arrestare Djamil bey, un anno fa. Fu dovuto rilasciare entro ventiquattro ore dietro pressioni superiori.

Questi individui sono tutti protetti da personaggi potentissimi. Per quale ragione? Non si sa. Sono sostenuti dall'alta banca. Alcuni ostentano un certo patriottismo, ma in realt? tutti se ne infischiano e molti non nascondono la loro avversione per la guerra.

A proposito, voi forse ignorate che vi sono ferocemente nemici. Pietrachiara ha pi? volte fatto delle ridicole pressioni su un noto deputato clericale suo cugino perch? facesse una interpellanza alla Camera contro le manifestazioni futuriste al Costanzi.

Questa riunione di gente sospetta se era gi? equivoca in tempo di pace ? divenuta veramente pericolosa da che siamo in guerra. Conto quindi sul vostro patriottismo perch? mi aiutiate in questa partita difficile, ma non perduta ancora. Ho visto che conoscete bene Ricard. Lo credo un buon filo conduttore,,.

UN BACIO NOTTURNO CHE NON SPIEGA NULLA

Castretta ci lasci? alle due. L'atmosfera quasi tropicale e le zanzare ci impedivano di coricarci.

Dal balcone aperto non entrava che calore, voluminoso e soffocante calore di vegetazione esuberante e di vigne mostruose, calore concentrato dei vini rossi e fantasiosi, calore delle larghe stelle scoppiate di calore sul mare spasimante in calore.

Si respirava male come imbavagliati da due belle mani femminili. Inquietudine lussuriosa. Palpito lontanissimo dei lontanissimi rimbombi del fronte quasi dimenticato. Notte schifosamente neutrale e pacifista fatta per l'animale che striscia, il pancione che russa, la donna che beve l'amore da tutti i pori.

Terrore soave di tutte le rinuncie e di lutti gli abbandoni. Avevamo il cervello in fiamme e una lucidit? insufficiente per il problema da risolvere.

Una voce febbrile di donna che partiva dal balcone vicino al nostro attir? la nostra attenzione.

-- Paul, Paul, mon ch?ri, ne t'en va pas, reste ici, je t'en supplie.

Poi, un rumore di porta sbattuta e dei passi veloci nel corridoio. Origliammo un istante.

De Ritten scendeva le scale, traversava la terrazza alberata e si allontanava sulla strada.

Concertammo rapidamente un piano strategico. Bruno Corra si slanci? gi? per seguire, sorvegliare e interrogare possibilmente il marito; Marinetti si assunse l'incarico di avvicinare la signora De Ritten che era rimasta nella sua camera buia con la porta semiaperta.

Tutto era calmo nell'albergo. Cautamente, preannunciandosi con un po' di rumore Marinetti entr?.

-- Scusate, scusate, Signora, ho sentito un vostro grido, ho pensato che soffrivate o che avevate bisogno di qualcuno. Volete che chiami la cameriera?

-- No, grazie, signor Marinetti, non ho bisogno, non chiamate nessuno. Mio Dio! Che scandalo!

Si teneva faticosamente in piedi reggendosi alla spalliera di una poltrona e si sentivano stridere le sue belle unghie che ne laceravano la stoffa. Senza vederla si sentiva la sua bellezza seminuda: la vestaglia aperta le era scivolata gi? un po' dalle spalle. Aveva la voce rauca, di lagrime.

-- Quelle angoisse affreuse! Je sens que je deviens folle. Vi conosco troppo poco, signore, non posso dirvi nulla, ma soffro spaventosamente. Grazie, grazie, siete molto gentile.....

E scoppi? in singhiozzi.

-- Ma cosa ? successo? Parlate. Vi dar? un consiglio.

-- Non ? possibile! sono perduta! tutta la mia felicit? ? perduta! non mi ama pi?, lo sento, mio marito non mi ama pi?! se sapeste con quale crudelt? raffinata, insistente, feroce, mi ha parlato!

Tutte, tutte le cattiverie pi? sottili! E io non ho avuto per lui che tenerezza, tenerezza, tenerezza senza fine!

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